Emozione interiore quando ho scritto il brano “CIELO BLU NOTTE”. Provo a descriverla…

Quando tutto viene meno,
quando ogni immagine cade
e l’infinito non ha volto né nome,
l’anima resta sola,
esposta a ciò che non può comprendere.

Non c’è amore che si senta,
non c’è presenza che si possa afferrare.
Solo una notte più profonda della notte.

Eppure non è assenza.

È un silenzio che sostiene,
un vuoto che non lascia cadere,
una prossimità che non si mostra.

Dio non viene incontrato:
Dio resta.

Non consola con parole,
non illumina con forme,
non si lascia possedere dal pensiero.
È ciò che tiene
quando nulla più tiene.

E l’anima, senza sapere come,
scopre di non essere mai stata sola.
Non perché vede,
non perché sente,
ma perché continua a essere.

E questo è l’abbraccio.

Non luce.
Non buio.

Non voce.
Non silenzio.

Ciò che resta
quando nulla resta.

Non essere più soli
senza sapere perché.

Tenuti.