Uscita del singolo 8 luglio 2026
Quest’opera ha preso vita in un pomeriggio a Firenze, tra i colori della mostra dei fiori al Giardino dell’Orticoltura. Lì, il tempo è come evaso dalla sua corsa lineare, iniziando ad avvolgersi su sé stesso.
Tra i colori e il passaggio delle persone, il mio sguardo si è fermato su petali sospesi tra il candore e il rosso, come se custodissero il dialogo eterno tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere. In quell’istante non ho più osservato dei fiori, ma frammenti di memoria.
Da lì è iniziata una discesa silenziosa.
Per un momento non ho più visto chi camminava accanto a me.
Attorno, la folla continuava a muoversi come un unico organismo vivo; dentro, invece, si allargava la percezione di una solitudine antica, quasi assoluta. Eppure proprio in quell’istante di smarrimento è apparso un segno.
Un faro.
Un giglio.
Non più soltanto il giglio di Firenze — emblema di pietra, storia e appartenenza — ma il giglio che ha preso il volto dell’amore: presenza silenziosa capace di ricondurmi fuori dal vortice dei ricordi, verso ciò che ancora respira, ancora attende, ancora esiste.
